l moto che abilita e riabilita: relazione fra ambiente e persona

Abilitare, riabilitare e curare sono attività che confluiscono in un ampia ed ontologicamente definita categoria di “assistenza”. Tale categoria comprende più dinamiche di vita nel territorio, sociali, culturali, politiche ed economiche.
Modificare alcuni di questi parametri influisce antropologicamente sulla nostra cultura sui nostri metodi di comunicazione, sulla tolleranza dei comportamenti adattivi.
E’ necessario nel sottolineare i parametri e le dinamiche dell’interrelazione ambiente-persona, che abilitazione e riabilitazione in particolare devono avere un’oggettivazione ed un aspetto consapevole e critico e non possono diventare una prassi automatica e ripetitiva.
La complessità epistemologica si accompagna ad una nuova concezione di mente/cervello.
Lo sviluppo delle neuroscienze ha dimostrato l’interazione fra l’esperienza dell’ambiente, l’emozione del vissuto e l’attività cerebrale di un organo non più inteso come la mera summa di aree cerebrali specializzate e grossolanamente connesse tra di loro, ma come un organo complesso capace di autorigenerarsi.
Questa prospettiva scardina più di cinquantanni di studi scientifici e poggia su ricerche innovative che hanno sfruttato le più avanzate tecniche in campo neurobiologico e neuroscientifico. L’idea connettomica e connessionista della mente integra l’aspetto molecolare con quello esperienziale.
Nel superamento della teoria comportamentista, il cognitivismo caratterizzato da un sistema computazionale e il connessionismo con approccio più dinamico hanno messo in luce come sarebbero componenti della mente: l’idea di movimento, la costruzione di un ricordo, il funzionamento di un’emozione. In questo gli avanzamenti tecnologici utilizzati nell’ambito delle neuroscienze sfruttando in particolare l’abbinamento del flusso dell’attività metabolica neuronale (FRM) e delle modificazione dei campi elettrici/magnetici (MEG) hanno permesso un approfondimento delle interazioni fra l’esperienziale, il rappresentare e la cognizione come processi dinamici alla base della percezione del mondo esterno e di sé. Si intravede qui l’importante concetto dell’interrelazione non solo lineare con il mondo e l’esistere ma la circolarità fra ricerca ed azione. Questo concetto fondamentale già postulato da Merlot Ponty e Husserl è stato valorizzato biologicamente dal concetto di embodied cognition. Il processo di conoscenza è un processo non lineare, continuo che modella il nostro mondo mediante il gioco reciproco tra i vincoli esterni e l’attività generata internamente (codeterminazione). Si è in presenza di un’azione incarnata ossia di un corpo che ha capacità sensitivo motorie individuali incluse in un contesto biologico, psicologico culturale e una cognizione vissuta come percepire, esperire ed agire; questi elementi inscindibili sono finalizzata alla risoluzione dei problemi ovvero degli scopi che generano l’azione e l’emergenza-enazione (dal lat. Enascere è il “venir fuori”)ossia creazione di un mondo.
Importante è la definizione di Varela: azione e agente nel processo cognitivo nel rispetto dei vincoli imposti dall’ambiente.
Non vi è apriorismo, la mente non esiste fuori dai contenuti che la caratterizzano mentre è estesa e incorporata.
Viene abbattuta la dicotomia tra conoscere ed agire, pensiero e azione: nell’evoluzione della persona scuola come sapere speculativo- vita come operatività-attività. E’ una visione che parte da Kurt Lewin il quale introduce il concetto di ricerca-azione in cui la sperimentazione, l’oggettivazione e la valutazione dei dati vengono poste in relazione fra il soggetto che conosce e l’oggetto di conoscenza. Si ipotizza un interessante lavoro tra scomporre e ricomporre, indizi in un disegno leggibile in un’interazione fra tutti i soggetti del gruppo ad esempio nell’ambito scolastico: discenti, insegnanti e genitori.
Nell’ambito dell’esperienza è importante affrontare il concetto di affordance proposto in primis da Gibson ed ulteriormente sviluppato da Norman ove le caratteristiche dell’oggetto esperienziato determinano una rappresentazione finalizzata allo scopo dell’azione.
Il concetto di cervello come sistema aperto, dinamico e auto regolativo, ci porta ad osservare la persona e la sua mente come unica. Il concetto di unicità fa scaturire inevitabili riflessioni a livello clinico, diagnostico e sociale ed obbliga l’operatore a sviluppare sistemi riabilitativi e abilitativi innovativi.

IL PROGRAMMA
09:00 Saluti dalle autorità: Assessore allo Sport della Regione Piemonte, Giovanni Maria Ferraris,
Sindaco di Val della Torre, Carlo Tappero
09:20 Introduzione ai lavori: abilitare – riabilitare: il moto generatore di salute: William Liboni, Presidente Fondazione Un passo insieme onlus
LE NEUROSCIENZE: Moderatori: Alessandro Mauro – Paola Damiani
09:30 Ricerca-Azione Valentina Galetto, Neuroscienziata
IL CORPO E LA MENTE:
09:45 Il corpo Giuseppe Quaglia , Fisiatra
10:00 La mente Filippo Gomez Paloma, Neuroscienziato
10:15 – 10:45 Discussione
ABILITARE – RIABILITARE:
10.45:00 Educare Daniela Mesiti
11:00 Curare Marco Rolando – Alessandro Mauro
11:30 – 12:00 Discussione
SALUTE E SPORT
12:00 Intervento degli istruttori
12:45 – 13:00 Discussione
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13:00 – 14:30 PAUSA PRANZO
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NEUROSCIEZE – ICT Moderatori: Filippo Gomez Paloma – William Liboni
14:30 Il movimento Marco Knaflitz
14:45 Flusso ed affività metabolica Filippo Molinari
VALUTAZIONE STRUMENTALE E DI MONITORAGGIO DELL’ATTIVIT’ SPORTIVA
15:00 NIRS –VRRS Daniele Rimini
15:15 La valutazione neuropsicologica Riccardo Arduini
15:30-16:00 Discussione
MODELLI SOCIALI E CULTURALI: SALUTE E TERRITORIO
16:00 Sport come gioco Giovanni Maria Ferraris
16:15 Tavola rotonda: Informazione e partecipazione moderatori Aldo Bertinetti – Daniela Mesiti
La famiglia Paola Sderci
La Scuola Paola Damiani
Il Territorio Sindaco
16:45 L’importanza del dialogo nella collettività: le indicazioni che le autorità e i professionisti devono fornire per garantire una migliore qualità di vita Dr. William Liboni – Assessore/sindaco

17:40 ECM

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