Serre pedagogiche

DESCRIZIONE DEL PROGETTO E CONTESTUALIZZAZIONE

L’idea da cui è nato il progetto e motivazione dell’intervento

La terra ha effetti curativi sui malati mentali, fisici e sulle persone con problemi di integrazione sociale.

Il progetto intende favorire lo sviluppo di una serra-tunnel produttiva. Tale obiettivo è collegato all’importanza di queste strutture  che favorendo l’attività di coltivazione , la manipolazione e la trasformazione dei prodotti agricoli hanno, come molti studi dimostrano, effetti benefici.

I principali effetti salutari e terapeutico-riabilitativi dell’agricoltura su soggetti diversamente abili sono:

Familiarità – Le piante, gli alberi, i fiori, i frutti, rappresentano oggetti agevolmente riconoscibili da tutti.

Interazione sociale – Diverse operazioni agricole manuali, anche quelle molto semplici, possono essere condotte in gruppi di due o più soggetti. Inoltre la possibilità di ottenere prodotti vendibili direttamente in azienda, come nel caso di ortaggi, fiori, prodotti di vivaio o di piccolo allevamento, consente l’interazione diretta con il pubblico che riduce l’isolamento sociale nel quale i soggetti diversamente abili vengono non di rado relegati.

Percezione dello scorrere del tempo – Il contatto diretto con organismi biologici consente di percepire il fluire del tempo e delle stagioni secondo i ritmi della natura più compatibili con i delicati equilibri psicologici dei soggetti coinvolti.

Semplicità dei compiti – L’agevole esecuzione di alcune operazioni colturali (l’annaffiatura, la raccolta dei prodotti , le semine in vaso) è una caratteristica tipica dell’agricoltura che consente di coinvolgere anche soggetti con modesto livello formativo e con limitate capacità fisiche o mentali.

Attività fisica – L’agricoltura non è un’attività sedentaria. Compatibilmente con le possibilità motorie degli utenti, questi possono esser coinvolti in diverse attività che implicano movimento. L’impegno fisico, oltre agli effetti sulla salute del corpo, contribuisce a ridurre lo stress e l’ansietà generati dalla condizione.

Sollecitazioni sensoriali – Il lavoro in pieno campo, come quello in serra, stimola i diversi sensi della persona: la vista (il paesaggio), gli odori, i sapori, il contatto diretto con la terra e con altri organismi viventi. 

Ottimismo – L’anticipazione e l’attesa della crescita delle piante che si mettono a dimora contribuisce a creare ottimismo e a sentirsi parte di un processo creativo.

Senso di utilità e di autostima – Le piante reagiscono rapidamente alla cura dell’uomo e lo “ricompensano” con la produzione di nuove foglie, di fiori e frutti. Si verifica così una sorta di feedback positivo che contribuisce a rafforzare la stima di sé. Anche l’ottenimento di un prodotto “utile” per la collettività, come nel caso di ortaggi o di fiori, contribuisce all’autostima del soggetto in quanto partecipe della comunità locale al cui benessere offre anch’egli un contributo. 

Processo decisionale – Nell’attuazione di operazioni colturali si susseguono occasioni in cui occorre prender decisioni, seppur limitate: decidere la profondità di una semina, i volumi di acqua da somministrare, ecc.

L’introduzione di soggetti con disabilità all’interno di aziende agricole o meglio fattorie sociali, ha scopo riabilitativo e/o di inserimento lavorativo. Questo permette all’individuo di raggiungere il suo massimo livello di indipendenza psicologica, sociale, fisica ed economica. Vuole dire aiutarlo a recuperare il precedente livello di funzionamento o permettergli di conseguire un maggior grado di autonomia.

In sintesi il rapporto tra agricoltura e servizi sociali potrebbe essere così suddivisa:

riabilitazione/cura: esperienze rivolte a persone con gravi disabilità (fisica, psichica, sociale). Le attività agricole sono svolte con finalità terapeutica (ortoterapia, ippoterapia, onoterapia);
formazione e inserimento lavorativo: esperienze finalizzate all’occupazione di soggetti svantaggiati per ridotta capacità lavorativa (disabili meno gravi, soggetti con problemi di dipendenza) o per bassa contrattualità (detenuti, migranti);
educazione: esperienze rivolte a minori con difficoltà di apprendimento o iper-cinetici in collaborazione con istituti scolastici, o anche casi di affido familiare o di giustizia minorile. 

Obiettivi:
dare la possibilità di crearsi un interesse che può sfociare in un hobby;
stimolare la capacità di espressione essendo un’attività creativa;
permettere di fare una moderata attività fisica all’aria aperta;
agire sul sistema motivazionale;
stimolare l’accudimento;
stimolare l’iniziativa e il senso di responsabilità;
migliorare la capacità di relazione e di socializzazione potendo condividere un interesse;
creare benessere globale e divertimento.

Azioni

L’azione prevede i seguenti interventi:
– Costruzione delle serre, conformi alle norme sul superamento delle barriere architettoniche e finalizzate alla ottimizzazione dell’agibilità dei locali nei quali vive e opera il personale 
– Acquisto delle relative attrezzature per il completamento di microfiliere produttive anche di vendita, di costruzione di spazi dedicati al lavoro di personale disabile, alle attività terapeutiche quali ad esempio ortoterapia, di adattamento di attrezzature specifiche per lo svolgimento di attività in azienda da parte di personale disabile,  iniziative dimostrative e di informazione dell’offerta relativa alle specifiche attività aziendali

Fasi 
Settembre –dicembre 2010:
preparazione del terreno
costruzione della serra
individuazione dei percorsi formativi
progettazione e disposizione degli interni
individuazione di percorsi esperienziali ad attività lavorative per il potenziamento delle abilità residue.

Gennaio –aprile 2011:
individuazione e formazione dei gruppi di lavoro

Maggio 2011:
inizio sistematico della coltivazione in serra. 

Le metodologie da attivare

Coinvolgimento operativo di esperti, docenti e tutors, responsabili delle strutture sociali territoriali per l’individuazione degli strumenti e l’armonizzazione degli interventi utili. 

progettazione con gli esperti per l’umanizzazione degli interni con verifica ed attuazione delle proposte in funzione dei percorsi formativi e di inserimento lavorativo.

individuazione di tutors con il compito di verificare la realizzazione dei percorsi progettuali, il coinvolgimento dei visitatori- operatori, le problematiche eventuali nell’ambito dei percorsi stabiliti attraverso documentazione scritta delle osservazioni personali dirette o di interviste.

riunioni atte a valutare la realizzazione del progetto e l’efficacia degli interventi.

Principali risultati attesi

organizzazione di un laboratorio permanente

Strutturazione di un gruppo in cui persone, ed in particolare adolescenti, normodotati e diversamente abili, abbiano la possibilità di incontrarsi e di sperimentare il valore della diversità al fine di costruire un percorso di cittadinanza attiva condiviso, in cui ogni individuo possa esprimere e riconoscere il valore della sua unicità.

formazione di un gruppo in cui docenti, volontari, esperti, cittadini possano riflettere su quanto appreso durante le attività nella serra attraverso l’utilizzo di metodologie didattiche formative.

valorizzazione e conservazione dell’ecoambiente

acquisizione delle abilità per l’inserimento lavorativo.

Coinvolgimento di altre associazioni di volontariato e organismi del Terzo Settore

La Fondazione Un Passo Insieme Onlus collabora con: 

l’Associazione di Volontariato AVIPH

La Fondazione Dalmasso di Pianezza

L’Ist. Tecn. Agrario di Pianezza

L’associazione di Volontariato PSP Piemonte

Il Centro Servizi VSSP

La Fondazione Un Passo Insieme Onlus intende: 

Pubblicizzare il progetto

Offrire la possibilità di partecipazione ad altre associazioni di volontariato ed organismi del terzo settore.

ASPETTI INNOVATIVI CHE SI RITIENE DI SEGNALARE

Sperimentazione volta all’umanizzazione della serra pedagogica che ha nel suo contesto di formazione percorsi atti a sviluppare capacità lavorative
Integrazione operativa tra i due gruppi di utenti e di esperti-tutors

CARATTERISTICHE SPERIMENTALI E TRASFERIBILITA’ DEL MODELLO

La formulazione di un programma che renda aderente alla realtà territoriale l’umanizzazione degli spazi lavorativi, 
la conoscenza di modelli biologici di coltivazione in serra
la formazione di attitudini, capacità operative, in ambienti idonei al coinvolgimento ed all’accrescimento delle abilità.

ASPETTI DI CONTINUITA’ DEL PROGETTO

la  costruzione dei due tunnel sul terreno che la Fondazione ha in comodato d’uso per 10 anni

la costituzione di una micro impresa e/o di una cooperativa sociale 

creazione di un punto vendita a Km zero

DESTINATARI DELL’INTERVENTO

Utenti del futuro Centro Socio Terapeutico Un Passo Insieme

Persone diversamente abili

Centri di lavoro territoriali

Servizi socio-assistenziali territoriali

AREA DI INTERVENTO

Disabilita’, 
Soggetti Deboli
Terzo Settore

AMBITO TERRITORIALE D’INTERVENTO
Provincia di Torino

VERIFICHE

Gennaio 2011: verifica della progettazione dei percorsi e dell’umanizzazione degli spazi interni con valutazione dei report eseguiti sull’efficacia dei percorsi formativi in atto
Maggio 2011: verifica della conduzione dei gruppi 
Giugno 2011: verifica dei risultati

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